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Referenze / Serbatoio pensile

Serbatoio pensile

Messa in sicurezza dell’accesso/uscita quota e serbatoio

Luogo: Cassano d'Adda, Milano

Impianto: Binario verticale «Securail® », scala «Safeladder®» con sbarco curvo, punti d’ancoraggio «ALU12», gru per il soccorso in ambienti confinati con base fissata a pavimento e parapetti «SKPD» con cancello di sbarco

Tipo di intervento: Messa in sicurezza dell’accesso/uscita quota e serbatoio

Descrizione Intervento

Nel nostro territorio tutta l’acqua potabile che arriva alle case proviene dalle falde acquifere sotterranee e viene prelevata attraverso pozzi. Oltre al pozzo, l’acquedotto è composto dagli impianti di potabilizzazione che, se necessario, trattano l’acqua per ripulirla da inquinanti o impurità, da serbatoi, che assicurano all’acqua la giusta pressione e costituiscono delle riserve da utilizzare in caso di necessità, e dalla rete di distribuzione, attraverso la quale l’acqua giunge agli utenti.

I serbatoi

Sono degli invasi artificiali destinati all’accumulo temporaneo e al successivo rilascio controllato dell’acqua in base alle richieste del sistema idrico a valle. Le principali funzioni sono tre:

  • regolare le portate in ingresso in modo da ottenere portate in uscita adeguate alle richieste;
  • garantire la disponibilità d’acqua per le emergenze;
  • determinare la pressione nella rete idraulica a valle, svincolandole da quelle della rete a monte.

I benefici primari scaturiti dall’utilizzo dei serbatoi riguardano, per esempio, l’abbattimento dei costi del sistema idraulico a monte, che può essere dimensionato per portate inferiori; permettono di aumentare l’affidabilità nella fornitura d’acqua, in quanto fornisce una riserva nel caso di guasti nel sistema idraulico di monte; infine, consente di ottimizzare il funzionamento di impianti di sollevamento e di trattamento delle acque, limitando la variabilità delle loro portate nel tempo.

Serbatoi sopraelevati o pensili

Sono costituiti da una vasca posta ad una quota più elevata di quella del terreno mediante una struttura di sostegno. Si adottano nelle zone pianeggianti per consentire l’alimentazione a gravità della rete. Nello specifico le operazioni da compiere rientrano nel campo di applicazione del DPR 177. La squadra operativa deve essere composta da almeno tre persone. Si specifica che le operazioni non presentano rischi di asfissia.

DPI da utilizzare

I Dispositivi di Protezione Individuale vengono definiti dall’art. 74 d. leg. 81/08 qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Nel caso dell’accesso all’interno di un serbatoio pensile sono previsti i seguenti DPI che costituiscono strumento di protezione del lavoratore, per esempio sono utilizzati per la protezione delle vie respiratorie così da evitare l’inalazione e/o l’ingestione di aereosol prodotti.

  • Stivali antinfortunistici ó gamba in PVC nitrilico resistente agli acidi.
  • Tuta e calzari in Tyvek usa e getta.
  • Guanti antiacido, occhiali antiacido.
  • Maschera pieno facciale o cappuccio elettrovlatori a cintura con filtro ABEK o in altenativa maschera a pieno facciale, elettroventilatore a prelievo di aria da atmosfera esterna luogo confinato.
  • Imbraco
  • Caschetto

Tipologia di operazioni da compiere

La programmazione di Sanificazione consiste nel lavaggio e disinfezione dei serbatoi sia pensili che interrati (vasche interrate, semi-interrate e fuori terra), dissabbiatori e dei recipienti di stoccaggio in vetroresina. La frequenza con cui viene eseguita è generalmente annuale ma può anche essere più o meno frequente e dipendente allo stoccaggio se soggetto a problemi di accumulo sabbia o biofilm.

Come avviene per gli impianti di sollevamento, ogni impianto è sottoposto al “controllo comune”, ovvero il controllo visivo per la verifica di eventuali anomalie o mal funzionamenti e, mensilmente, viene eseguito il controllo dell’area di pertinenza.

Procedure operative

Le procedure devono considerare necessariamente le due tipologie di rischi riscontrate nelle operazioni da compiere:

  • Accesso/uscita dal piano campagna alla quota serbatoio;
  • Accesso uscita dal serbatoio.

Ogni procedura deve tenere in considerazione sia le modalità di accesso, che le modalità di un eventuale salvataggio. Prendendo in esame una recente installazione nel sito di Cassano D’Adda, si è studiata la seguente soluzione:

  • Installazione alla sommità del serbatoio, (nell’intercapedine della copertura) di ancoraggio, realizzato con gru piazzata su piastra a pavimento, posizionata per servire sia la salita al serbatoio sia l’accesso all’ambiente;
  • Dispositivo di tipo retrattile certificato EN360 e EN1496 e installato sulla gru, dotato di cordino di “richiamo” della fune primaria, dal basso;
  • Scala fissa con incorporato sistema a binario;
  • Navetta di scorrimento certificatA EN 353-1 utilizzabile su entrambe le "spalle";
  • Kit di salvataggio composto da:
    • Dispositivo tipo “evacuatore” con fune tessile;

    • Cinghia ad anello;

    • Connettori.

La Gru posizionata alla sommità del serbatoio può quindi essere utilizzata per la risalita sul serbatoio, il sistema EN 353- 1 (navetta di scorimento) della scala può essere utilizzato in caso di salvataggio per malore/caduta durante l’accesso in quota. Inoltre, una volta in quota, ruotando la gru, è possibile posizionarla sopra la botola di accesso al serbatoio e quindi utilizzarla per mettere in sicurezza sia l’accesso che un eventuale operazione di salvataggio.

Formazione del personale addetto

Nonostante come già detto non sussista il rischio di asfissia, siamo comunque in ambienti confinati quindi il personale addetto deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Abilitazione ai lavori in ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento;
  • Abilitazione ai lavori in quota temporanei;
  • Formazione e addestramento specifico per l’utilizzo dei presidi installati, anche per il salvataggio.

L’aggiornamento della formazione deve essere ripetuto periodicamente, secondo le indicazioni normative ma soprattutto secondo le esigenze di lavoro emerse dal documento di valutazione del rischio specifico per l’utilizzo dei presidi di sicurezza.

Denis Farina

(Rope Access Manager e Technical Autority IRATA)

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